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“How far should you go to cope with your monster” – Opera di Lucia Cristiani

///“How far should you go to cope with your monster” – Opera di Lucia Cristiani

“How far should you go to cope with your monster” – Opera di Lucia Cristiani

Basamenti di trofei in marmo, argilla cruda, smalto
Dimensioni variabili
2019

How far should you go to cope with your monster è un’opera realizzata in cooperazione con il mio migliore amico Davide Perego. Nasce da un nostro dialogo, dal tentativo di ricostruire insieme, attraverso una serie di disegni, le fattezze di un mostro strisciante che avevo sognato la notte precedente. Dare insieme,all’interno di un rapporto affettivo, una forma alla paura la normalizza, la rende reale, la depotenzia.

How far should you go to cope with your monster è un’installazione formata da una serie di sculture composte dalla stratificazione di piedistalli in marmo di premi assenti. Questi piedistalli, impilati l’uno sull’altro, rappresentano potenzialmente sia i fallimenti che i raggiungimenti dell’esperienza umana.  Fra le lastre di marmo impilate, si insinuano le figure di piccoli e viscidi mostri neri che strisciando si insinuano fra i fallimenti e le vittorie di ciascuno. I mostri sono realizzati con Davide in base ai disegni fatti insieme.

Profilo Artista

Nata a Milano nel 1991, Lucia Cristiani vive e lavora tra Milano e Sarajevo. Artista visiva, ha conseguito la laurea triennale in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha conseguito successivamente la laurea specialistica in Arti Visive presso la medesima Accademia.

La sua ricerca artistica nasce dal rapporto con il paesaggio come materia d’indagine, come punto di osservazione della realtà per entrarci in contatto. Centrale nella ricerca di Cristiani è la relazione che l’artista vive da oltre dieci anni con bosniaca in rapporto alla sua realtà di origine.

Ha esposto il suo lavoro presso numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero fra cui si segnalano: Tiropugni, a cura di Gabriele Tosi e Fabio Farnè, Localedue, Bologna (2019), Hyper-faded Ordinary Life. Lucia Cristiani e Simone Monsi, mostra bipersonale a cura di Carlo Sala presso Tra, Treviso Ricerca Arte, Ca’ dei Ricchi, Treviso (2018), This will fix you, presso t-space, Milano (2016), Rosa Decisivo, presso Placentia Arte, Piacenza (2015). Ha inoltre esposto il suo lavoro in diverse mostre collettive nazionali ed internazionali fra cui si segnala: International Pilot Film Festival #1° cura di Matthieu Reijnoudt e Koen Kievits, Arnhem (2018), VideoSalon presso Duplex 100 m2 Gallery, a cura di Pierre Courtin, Sarajevo (2016). Cristiani è stata selezionata per diverse residenze e workshop fra cui si segnala: la residenza Bocs Art, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, Cosenza (2018), ArteVisione, a cura di Careof e Sky Arte, visiting Professor Omer Fast, Milano (2017), Academy Awards, ViaFarini, Milano (2016). Lucia Cristiani è inoltre l’artista vincitrice del premio LEVEL 0-ArtVerona 2017 per GAM, Galleria Arte Moderna Achille Forti, Verona e nel 2018 presso il medesimo museo ha realizzato la sua mostra personale con l’opera The Grace of Maybe. Nel 2019 Lucia Cristiani è presente nella mostra collettiva Immersione Libera a cura di Giovanni Paolin per Galleria Continua all’Interno dei Bagni Misteriosi di Milano. Fra le pubblicazioni in cui è presente Lucia Cristiani si segnala 222 Artisti Emergenti su cui investire 2019, edito da Exibart.edizioni.

2020-03-13T13:43:21+00:00 Categories: ARTE, Collezione Permanente|Tags: |